.: I SABBA :.

Gli otto Sabba (Shamain, Yule,
Imbolc, Oestara, Beltane, Litha, Lammas e Mabon) sono le principali festività
del nostro calendario in cui vengono celebrati i solstizi, gli equinozi e altre
ricorrenze legate alla Natura. Creiamo un equilibrio tra il mondo dello spirito
e quello fisico. E lo facciamo vivendo le nostre esistenze nel presente. Nel
passato, il volgere delle stagioni ed i cicli mensili della Luna avevano un
profondo impatto sulle cerimonie religiose. La Luna è simbolo della Dea e per
questo le cerimonie di adorazione venivano eseguite al suo chiarore. I Wiccan
celebrano ancora la Luna Piena ed il calendario religioso è composto da 13
celebrazioni della Luna Piena, chiamati Esbat, e 8 Sabbat o giorni del potere. I
Sabbat più importanti sono: Imbolc (2 febbraio), Beltane (30 aprile),
Lughnasadh (1 agosto), e Shamain (31 ottobre). Quando si conobbero i solstizi e
gli equinozi (21 marzo, 21 giugno, 21 settembre e 21 dicembre), furono
introdotti in questa struttura religiosa. Molte di queste festività
sopravvivono ancora, come Halloween, e versioni pesantemente cristianizzate dei
Sabbat sono state mantenute all'interno della chiesa cattolica (basta vedere per
esempio il natale: Yule, la festa del sole, in cui la nascita del Dio da parte
della Dea, le candele, l'agrifoglio, l'albero di natale e anche babbo natale
sono simboli chiaramente pagani sopravvissuti fino ad oggi; ne è stato cambiato
il significato per diventare festa cristiana). Apparte questo scempio, resta la
magia, in questi giorni e notti i Wiccan li celebrano. I Sabbat sono orientati
verso il Sole, gli Esbat verso la Luna.
A YULE
la Dea dà alla luce un figlio, il Dio (21 dicembre). Questo non è in nessun
modo un adattamento a date della cristianità. Il Solstizio d'inverno è stato a
lungo visto come momento di nascita divina, e i cristiani lo hanno semplicemente
adottato a loro uso nel 273 d.C. Yule è il tempo della massima oscurità ed è
il giorno più corto dell'anno. I popoli primitivi notarono questo fenomeno e
supplicavano le forze della natura di allungare i giorni ed accorciare le notti.
Dato che il Dio è anche il Sole, questo segna anche il momento dell'anno in cui
il Sole rinasce. Perciò nella Wicca si accendono candele o fuochi per dare il
benvenuto al ritorno della luce del Sole. La Dea, che dorme durante l'inverno
del suo travaglio, si riposa dopo il parto. Clicca qui per festeggiare Yule
e per saperne di piu
IMBOLC
(2 febbraio) segna la ripresa della Dea dopo aver dato alla luce il Dio. I
momenti di luce sono sempre più lunghi e la risvegliano. Il Dio è un fanciullo
giovane e vigoroso, il calore rende fertile la Terra (la Dea) facendo in modo
che i semi si schiudano e germinino. E così sopravvengono i primi segni
dell'inizio della primavera. Questo è un Sabbat di purificazione, dopo la vita
rinchiusa dell'inverno, attraverso poteri di rinnovamento del Sole. E' anche la
festa della luce e della fertilità, caratterizzato da grandi fuochi; il fuoco
rappresenta qui la nostra illuminazione ed ispirazione. Imbolc è conosciuto
come l festa delle torce, Oimelc, Lupercalia, la festa di Pan, il festival di
Bucaneve, il giorno di Brigida e tanti altri nomi. Questo è un momento per le
iniziazioni o rinnovare quelle già fatte.
Beltane
(30 aprile) segna l’emergere del giovane Dio all’età adulta. Risvegliato
dalle energie all’opera nella Natura, Egli desidera la Dea. Si innamorano,
giacciono fra l’erba ed i boccioli, e si uniscono. La Dea rimane incinta del
Dio. I Wiccan celebrano il simbolo della Sua fertilità con un rituale.
Beltane (conosciuto anche come Giorno di Maggio) è stato a lungo caratterizzato
da feste e rituali. I pali di maggio, simboli notevolmente fallici, erano il
punto focale degli antichi rituali nei villaggi inglesi. Molte persone si
svegliavano all’alba per raccogliere fiori e frasche verdi dai campi e dai
giardini, e li usavano per decorare il palo di maggio, le loro case, e loro
stessi.
I fiori ed il verde simboleggiano la Dea; il palo di maggio il Dio. Beltane
segna il ritorno della vitalità, della passione e delle speranze consumate.
I pali di maggio talvolta sono usati dai Wiccan oggi durante i rituali di
Beltane, ma il calderone è il punto focale più comune della cerimonia. Esso
rappresenta, naturalmente, la Dea –l’essenza della femminilità, la fine di
tutti i desideri, uguale, ma opposto al palo di maggio, che rappresenta il Dio.
La Mezza Estate,
il Solstizio d’Estate (circa il 21 giugno), conosciuto anche come Litha,
arriva quando i poteri della natura raggiungono il loro punto più alto. La
Terra trabocca della fertilità della Dea e del Dio.
In passato, si saltava oltre i falò per incoraggiare la fertilità, la
Purificazione, la salute e l’amore. Il fuoco ancora una volta rappresenta il
Sole, festeggiato in questo giorno con il maggior numero di ore di luce.
La Mezza Estate è un classico giorno per tutti i tipi di magie.
Lughnasadh (1 agosto) è il giorno
del primo raccolto, quando le piante della primavera appassiscono, e rilasciano
i loro frutti o i semi affinché noi possiamo usarli ed anche per assicurare
futuri raccolti. In modo mistico, anche il Dio fa così, e perde la sua forza,
mentre il Sole sorge sempre più lontano a Sud ogni giorno, e le notti si
allungano. La Dea osserva con dolore e gioia, mentre comprende che il Dio sta
morendo, eppure vive dentro di Lei come Suo figlio.
Lughnasadh, conosciuto anche come Vigilia d’Agosto, Festa del Pane, Casa del
Raccolto e Lammas, non era necessariamente celebrato in questo giorno.
Originariamente coincideva con il primo giorno di raccolto.
Con il passare dell’estate, i Wiccan ricordano il suo calore ed i suoi doni
nel cibo che mangiamo. Ogni pasto è un atto di armonizzazione con la natura, e
ci ricorda che niente è costante nell’universo.
Mabon (circa il 21 settembre),
l’Equinozio d’Autunno, è il completamento del raccolto cominciato a
Lughnasadh. Ancora una volta notte e giorno sono uguali, bilanciate dal Dio che
si prepara a lasciare il Suo corpo fisico e comincia la grande avventura
nell’ignoto, verso il rinnovamento e la rinascita della Dea. La natura
declina, ritrae i suoi doni, si prepara per l’inverno e per il suo periodo di
riposo. La Dea sonnecchia con il Sole che si indebolisce, anche se il fuoco
brucia nel Suo ventre. Lei sente la presenza del Dio anche mentre Egli svanisce.
A Samhain
(31 ottobre), i Wiccan si congedano dal Dio. Questo è un addio temporaneo. Egli
non è avvolto dall’oscurità eterna, ma si prepara a rinascere dalla Dea a
Yule.
Samhain, conosciuto anche come Vigilia di Novembre, la Festa dei Morti, la Festa
delle Mele, ed Ognissanti, una volta indicava il tempo del sacrificio. In alcuni
luoghi era in momento in cui gli animali venivano macellati per assicurasi il
cibo per tutta la profondità dell’inverno. Il Dio –identificato con gli
animali- cadeva per assicurare la continuazione della nostra esistenza. Samhain
è un momento di riflessione, per guardarsi indietro nell’anno trascorso, per
venire a patti con l’unico fenomeno della vita sul quale non
abbiamo controllo –la morte.
I Wiccan sentono che questa notte la
separazione tra la realtà fisica e quella spirituale è sottile. I Wiccan
ricordano i loro antenati e tutti quelli che sono andati prima. Clicca
qui per festeggiare Shamain e saperne di più
Dopo
Samhain i Wiccan celebrano Yule, e così la ruota dell’anno è completa.
Sicuramente ci sono dei misteri sepolti qui. Perché il Dio è il figlio e poi
l’amante della Dea? Questo non è un incesto, è un simbolismo. In questa
storia agricola (uno dei molti miti Wiccan) la sempre mutevole fertilità della
Terra è rappresentata dalla Dea e dal Dio. Questo mito parla dei misteri della
nascita, della morte, e della rinascita. Celebra gli aspetti meravigliosi e gli
splendidi effetti dell’amore, ed onora le donne che continuano la nostra
specie.
Inoltre indica la vera e propria dipendenza che gli umani hanno nei confronti
della Terra, del Sole e della Luna, e degli effetti delle stagioni nella nostra
vita di tutti i giorni.
Per le popolazioni agricole, la spinta maggiore di questo ciclo mitologico è la
produzione di cibo attraverso l’azione reciproca tra la Dea ed il Dio. Il cibo
–senza il quale noi tutti moriremmo- è intimamente collegato alle divinità.
Infatti, i Wiccan vedono il cibo come un’altra manifestazione dell’energia
divina.
E così, osservando i Sabbat, i Wiccan si armonizzano con la Terra e le sue
divinità. Riaffermano le loro radici con la Terra. Anche eseguire rituali nelle
notti di luna piena rafforza la loro connessione in particolare con la Dea.
Il Wiccan saggio celebra i Sabbat e gli Esbat, perché sono momenti di potere
reale ed anche simbolico.